martedì 3 dicembre 2013

IL VERO POTERE DEGLI USA CHE IMPOVERISCE IL RESTO DEL MONDO

Gli Stati Uniti d’America sapevano di essere militarmente forti da molto tempo, scoprirono di essere i PIU’ forti in assoluto solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Prima della guerra il Dollaro era una valuta forte, dopo la guerra, a causa della guerra stessa, divenne la valuta di riserva mondiale. La divisione del mondo in due blocchi fece si che questo potere diventasse ancora più grande: costruì il suo consenso internazionale con l’appoggio del blocco occidentale che TANTO aveva ricevuto e che MOLTO di più doveva dare: il potere decisionale assoluto sulla parte più industrializzata e ricca del pianeta. Il dollaro divenne la moneta di riferimento indiscussa. Tutte le transazioni internazionali avvenivano in dollari. Avevano vinto: avrebbero tratto enorme vantaggio da questo scenario.
Era stata attuata pienamente la citazione del loro secondo presidente:
“Ci sono due modi per conquistare una nazione.
Una è con le spade.
L’altra è con il debito”
 
John Adams (1735-1826).


mercoledì 27 novembre 2013

Submitted by Tyler Durden on 11/22/2013

Con tutti gli occhi incollati sull’anniversario dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy 50 anni fa, ci è sembrato che valesse la pena di ricordare la morte di un’altra importante figura americana – il Dollaro degli Stati Uniti – iniziò esattamente 100 anni fa.

Il 22 novembre del 1910 il Senatore Aldrich, un anno dopo aver introdotto un emendamento che stabiliva la nascita dell’ income tax, la tassa sui redditi, convocò il primo incontro segreto a Jekyll Island.

2013.11.22+ZH+Inflazione+USA+1774 2013 La Creatura di Jekyll Island   Come 100 anni fa nacque la FED

Grafico: CPI, Inflazione dei Prezzi al Consumo 
fra il 1774 e il 1912 = 23%
fra il 1913 e il 2013 = 2292%
notare anche l’altra data topica, ferragosto del 1971, quando Nixon smantellò definitivamente il Gold Standard 
adottato dal mondo a Bretton Woods nel 1944 e l’inflazione cominciò davvero a partire a palla


martedì 26 novembre 2013

L’ALTRA FACCIA DELLA MONETA

Incontro con i Cittadini promosso dalla
Comunità Emmaus di S. Nicolò, Ferrara

“ L’ALTRA FACCIA DELLA MONETA ”



venerdì 29 novembre 2013   ore 20,40
relatore Claudio Bertoni

Lezione in modo semplice, che svela i meccanismi della macroeconomia e ci fa comprendere gli sviluppi dell’attuale
situazione economica e monetaria.

definizione di Banca
la funzione della moneta
i bilanci settoriali dello Stato
il debito pubblico
dove ci ha portato l'euro?
il fiat money
soluzioni per la crisi



presso la Casa per la Pace "la Filanda"
Via Canonici Renani, n.8
Croce di Casalecchio di Reno (BO)
(riferimento scuola ITIS Odone Belluzzi)
canale  di Reno


                      

C'è un piano per mettere in ginocchio l'Italia

Pubblico con piacere un altro articolo che l' amico Giorgio mi ha segnalato
---------------------------------------------------------------------------------
La privatizzazione delle banche si farà grazie al risparmio delle famiglie e delle piccole imprese.
Lo si drenerà spietatamente con ogni mezzo.

[Giulio Sapelli]


I dati che giungono dalla Commissione europea con le sue previsioni economiche di autunno sono disarmanti: più debito e più deficit, meno crescita. È un circolo vizioso che si alimenta da sé. Se non vi è domanda aggregata, la crescita è possibile solo se vi è una via per le esportazioni. Ma la via dell'export è stretta e solo pochi alpinisti possono scalare quei sentieri.

Il dato spagnolo è impressionantemente efficace. La cosiddetta ripresa di quel Paese deriva da una crescita della produzione automobilistica - non solo naturalmente, ma soprattutto -, in particolare degli stabilimenti Ford. Ma se si vanno a vedere i numeri degli occupati - anche il Financial Times ha dovuto ammetterlo - la situazione è sconcertante: solo duemila i lavoratori in quegli impianti, grazie a condizioni salariali basse e precarie. I sindacati spagnoli (i socialisti dell'Ugt in testa, gli ex comunisti del Ccco un po' più cauti) le hanno accettate perché considerano essenziale dare lavoro costi quel che costi! Quindi, la ripresa nell'Europa del Sud è una temperata sospensione della caduta, e non un recupero, del Pil, ossia dello stock di capitale fisso che è andato perduto negli ultimi venti anni. La causa di ciò è la deflazione imposta dalla Germania a tutta l'Europa.

L'Italia è colpita in pieno. I dati statistici su cui si litiga anticipano la vera battaglia che inizierà con l'unione bancaria. Si coglierà - da parte di molteplici troike - l'occasione della verifica sui bilanci per reclamare, come sempre ha fatto Mario Draghi dal 1992 a oggi, la privatizzazione delle banche. Ed essa sarà fatta, come si ripete dopo Cipro, grazie al risparmio (per chi ancora lo ha) delle famiglie e delle piccole imprese. Lo si drenerà spietatamente con ogni mezzo.


domenica 24 novembre 2013

Intervista a Francesco Gesualdi : DEBITO

Pubblico piacere questo articolo che l' amico Giorgio mi ha segnalato
---------------------------------------------------------------------------------




"In nome del debito vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito". Così pensa Francesco Gesualdi, attivista e saggista, promotore di campagne su beni comuni, consumo critico, sviluppo sostenibile, fondatore del Centro nuovo modello di sviluppo e insieme ad Alex Zanotelli della Rete Lilliput. Negli ultimi anni ha incentrato la sua attività sulla questione del debito, cui ha dedicato il recente saggio "Le catene del debito - e come possiamo spezzarle" (Feltrinelli)." Piero Ricca

Piero Ricca: Francesco Gesualdi, governi nazionali, istituzioni europee e media mainstream ci dicono che non c'è alternativa all'austerità. Secondo lei?

Francesco Gesualdi: Già l'obbligo di mantenere il deficit al di sotto del 3% del Pil ci ha sottoposto a continui aumenti di tasse e tagli alle spese con gravi ripercussioni sociali. I numeri confermano un tasso di disoccupazione reale al 24% mentre il rischio povertà coinvolge una persona su tre. Ma col fiscal compact sarà la catastrofe perchè tasse e tagli dovranno crescere fino ad ottenere il pareggio di bilancio. Per di più il debito andrà dimezzato nel giro di 20 anni. Un salasso mortale che porterà al collasso socio-economico e alla totale demolizione della nostra casa comune. Con somma soddisfazione del capitale internazionale e delle multinazionali dei servizi, che finalmente potranno comprarsi le proprietà pubbliche a prezzi stracciati e potranno mettere definitivamente le mani su servizi appetitosi come l'acqua, i rifiuti, la sanità, la scuola.


giovedì 7 novembre 2013

Incontro a Ferrara con l'economista Nino Galloni

DOMENICA 17 NOVEMBRE 2013
ore 17,00-19,00
Sala Estense . Piazza Municipio . Ferrara




Chi ha tradito
l’economia europea?
Come uscire dall’emergenza
incontro con NINO GALLONI




Economista, ha collaborato col professor Federico Caffè
ed è stato direttore generale al ministero del Bilancio
(Ministero dell’Economia), poi a quello del Lavoro.
Autore di numerosissimi saggi e studi di economia, fra cui
La Moneta Copernicana (assieme all’avv. Marco Della Luna),è docente presso la Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e leUniversità di Napoli e Modena.


     


Incontri promossi da un gruppo di cittadini ferraresi
e dalla Comunità Emmaus di S. Nicolò, Ferrara
per la conoscenza del pensiero economicocon il patrocinio delCOMUNE DI FERRARACittà Patrimonio dell’Umanità.
L’ingresso agli incontri è libero
Per informazioni e comunicazioni: gruppoeconomia.fe@gmail.com

giovedì 17 ottobre 2013

Tutta la moneta corrente è debito creato dal sistema bancario con l'aiuto degli stati

Riporto un video in inglese che spiega la truffa della generazione delle moneta tramite il debito statale e la banca centrale.
Nel video si parla degli USA e della FED, ma il meccanismo è esattamente uguale per l'Unione Europea con la BCE, anzi per noi è ancora peggio perché nel caso Europeo gli stati si devono indebitare con la BCE a tassi maggiori (strutturalmente maggiore per come è il nostro sistema in cui gli stati sono più penalizzati rispetto alle banche) rispetto al governo USA con la FED.

Ecco il video



riassunto del video tratto dal sito

http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/maloney-la-pi-grossa-truffa-della-storia-dellumanit.html
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ottobre 2013 – Sintesi di Er

Dicono che il denaro non cresce sugli alberi ma la verità è che il sistema bancario fa crescere il denaro bel più velocemente degli alberi.

Molta gente non ha la più pallida idea di come la valuta viene creata ed economisti e politici fanno sempre sembrare tutto così complicato che le persone pensano che non potranno capire.

Con questo video cerco (parla Mike) di spiegarvi come funziona questa truffa e come la cosa ha a che fare profondissimamente con le vostre vite.

Siccome il giochino è lo stesso più o meno in tutto il mondo userò come esempio gli Stati Uniti, visto che loro è anche la valuta di riserva globale di questo momento storico.

Tutto inizia con dei politici che fanno promesse, che avrai questo, che avrai quello, tutto gratis, ecc.. il tutto ovviamente funziona con dei Deficit Spending, delle spese superiori alle entrate. Per coprire questa spesa il Tesoro emette dei Bond, del debito, dei Pagherò (con un interesse) in cambio di cash.

Così infatti un Bond? Non è altro che un I Owe You (IOU), un “ti devo”, un pagherò insomma. Non è altro che un bel pezzo di carta con ghirigori e cifre scritte sopra tipo “prestami un Trilione di dollari oggi che poi te li restituirò con tanto di interessi”. Questi Bond sono il famoso Debito Pubblico. E saranno sempre ripagati da me e te e tutti quelli che pagano le tasse… e tutte le nostre discendenze con le tasse che saranno costretti a pagare loro per, per esempio, restituire il Trilione più gli interessi. Quando un governo emette un bond in pratica non fa altro che rubare al futuro, nostro e delle generazioni prossime, per spendere adesso.

Stampato il Bond, il Governo, il Ministero del Tesoro per l’esattezza (Treasury), va sul mercato, tiene aste dei suoi Bond dove le più grosse banche del mondo fanno le loro offerte (gli omini neri che sventolano le palette coi prezzi, minuto 3:00). Le banche ovviamente vogliono prestare al Governo solo per avere poi indietro, oltre al “principal”, il capitale, anche i famosi interessi.

“The big banks are there, taking a cut every step of the way” (minuto 3:10) le banche sono li che ci fanno un interesse in ogni passaggio dello schema. E non è un caso fortuito, come vedremo oltre.

Poi, attraverso un gioco delle tre carte (shell game, gioco dei gusci) chiamato “Open Market Operations” le Banche rivendono parte dei bond statali che hanno in portafoglio alla FED, la Federal Reseve Bank, la Banca Centrale (Privata) degli Stati Uniti.

La FED apre il suo bel librettone degli assegni e scrive quello la cifra che vuole (per ogni bond che ogni Banca gli porta) anche se nel suo bilancio non c’è un penny, non c’è una lira.

Citando quello che la Federal Reserve di Boston ha scritto a suo tempo (cartello cerchiato di rosso al minuto 3:30):

“Quando tu ed io scriviamo un check, un assegno, ci devono essere abbastanza soldi sul conto per coprirlo. Ma quando la FED scrive un assegno non c’è nessun deposito da cui potrà essere ritirata la cifra che la FED scrive sull’assegno. Quando la FED scrive un assegno sta creando denaro.”

“Putting it simple”, “Per metterla giù facile”, Federal Reserve di Boston

Nel momento in cui la FED passa l’assegno alla Banca di turno il denaro è nato.


sabato 12 ottobre 2013

“Bisogna unire le forze a sinistra e destra che hanno capito il pericolo Euro” – Jacques Sapir intervistato in esclusiva da “L’AntiDiplomatico.it”

Segnaliamo questa interessante intervista, realizzata da Alessandro Bianchi a Jaques Sapir, noto economista francese.

Jacques Sapir. Economista, direttore del Centre d’Etude des Modes d’Industrialisation (CEMI-EHESS).
Autore di “Bisogna uscire dall’euro?” e “La demondialisation”.



D – Professore, Lei è stato tra i primi economisti europei ed evidenziare i danni provocati dall’euro ed a chiedere la sua fine. In una delle ultime analisi ha scritto che si tratta di una sorte inevitabile. Secondo Lei, quanto tempo ancora ci vorrà e da quale paese potrà partire l’iniziativa?

R – A questo punto bisogna distinguere due problematiche. La prima riguarda l’analisi della situazione economica che l’euro ha creato e delle sue conseguenze. Da ormai quasi tredici anni osserviamo che l’euro non solo non ha prodotto le convergenze macroeconomiche sperate, ma ha invece accentuato le divergenze. L’ho detto a più riprese, e ormai questa mia posizione riscuote consenso tra gli economisti. Constatiamo anche che l’euro rappresenta un enorme freno per la crescita nella maggior parte dei paesi che l’hanno adottato, ad eccezione, ovviamente, della Germania. Per finire, si osserva che l’euro fa aumentare i deficit, tanto interni quanto esteri, e che porta verso un debito sempre più grande dei paesi che sono entrati nell’Unione economica e monetaria. Tutto questo è abbondantemente documentato da numerosi autori. Siccome l’euro può funzionare solo in una spirale di impoverimento per la maggior parte dei paesi, ne deduco che è destinato a fallire.

Ma, qui, abbiamo una seconda problematica: le condizioni che determineranno la fine dell’euro. Tali condizioni possono creare una crisi catastrofica generata sul mercato obbligazionario. Al momento, la situazione resta stabile grazie alla Banca Centrale Europea. Ma la credibilità di quest’ultima sta nel fatto che non è stata messa alla prova. Prima o poi i mercati testeranno la risoluzione della Bce, e allora Mario Draghi si ritroverà fortemente in difficoltà. Queste condizioni potranno anche provenire dalle tensioni politiche crescenti che l’Euro genera sia tra i paesi membri dell’UME, sia all’interno degli stessi, dove le forze anti-europeiste prendono sempre più peso. Queste tensioni potranno ad un certo punto mettere gli attori politici di fronte alla necessità di dissolvere la zona euro o di uscire dalla moneta unica.

Per quanto mi riguarda, ho sovrastimato la rapidità delle evoluzioni finanziarie, sulla base di quello che avevamo conosciuto nel 2008-2009. Ma questo non cambia niente all’analisi di fondo.